A sud della Calabria, nel comprensorio reggino che contempla gli areali Palizzi, Costa Viola, Bianco, Pellaro e Locride, affacciati sul Mediterraneo crocevia di popoli e culture, il vino ha una storia e una identità cosi profonde da rappresentare un unicum nella enologia mondiale. La posizione geografica strategica all’interno del sistema mediterraneo ha permesso la contaminazione ampelografica e produttiva che non ha eguali con oltre 150 vitigni collezionati e la più alta concentrazione al mondo di palmenti rupestri con oltre 700 vasi vinari di cui 400 ancora intatti.  Partendo da questa consapevolezza i rappresentati del Consorzio Terre di Reggio Calabria hanno promosso una giornata di approfondimento sui Vini reggini a Palazzo Corrado Alvaro, con il patrocinio della Città Metropolitana e la Camera di Commercio di Reggio, che, a giudicare dal numero di operatori e stampa, appassionati e wine lovers presenti alla masterclass, al convegno con le istituzioni locali e regionali, i banchi d’assaggio ha riscosso un grande successo.  «Promuovere e valorizzare i vini del territorio è il nostro obiettivo principale – ha sottolineato il presidente del consorzio Vincenzo Vozzo – La nostra realtà produttiva mette insieme oltre trenta cantine su territori nei quali si coltivano diversi vitigni autoctoni con peculiarità tutte diverse. Puntiamo alla qualità per farci riconoscere e affermare vini e territorio anche oltre i confini regionali e su scala internazionale, credendo fortemente che un nuovo sviluppo sostenibile passa attraverso le produzioni vitivinicole».  A rimarcare la potenza evocativa e produttiva di questo contesto in cui insiste una viticoltura eroica e ricca di storia anche Mattia Antonio Cianca, sommelier e wine consultant, chiamato ad approfondire – di fronte ad una platea di giornalisti, ristoratori, enotecari, sommelier del territorio – le peculiarità pedoclimatiche, storiche, culturali e colturali delle diverse anime del vino di Reggio Calabria. Ospitalità, curiosità, ricerca e supporto sono le parole chiave che ha utilizzato per sottolineare il grande lavoro prodotto dal Consorzio Terre di Reggio Calabria e le cantine aderenti ad un sistema produttivo che può giocare un ruolo strategico nello scacchiere del Mediterraneo e nel sistema vino italiano.  La giornata ha poi restituito una forte sinergia tra istituzioni proprio nella cornice del convegno sul vino reggino con la consapevolezza che «l’unione fa la forza» ed è la strada maestra per «valorizzare al meglio il territorio e il vino». «Le istituzioni – ha dichiarato il sindaco della città metropolitana Versace – devono aprirsi al territorio per mettere in luce le eccellenze del territorio anche fuori i confini regionali». Concetto rimarcato anche da Ninni Tramontana, presidente della Camera di Commercio di Reggio Calabria, il quale ha voluto evidenziare come il consorzio possa rappresentare «una opportunità enorme per il territorio. Insieme ai produttori che ci hanno creduto ed oggi promuoviamo dei vini che sono fattivamente un punto di forza per la nostra economia».  Di «consapevolezza dei contesti territoriali» ha parlato Gennaro Convertini, presidente dell’Enoteca Regionale – «I produttori di vino oggi non solo fanno business ma recuperano e custodiscono un patrimonio collettivo. Il turismo del vino è un prodotto che ha bisogno di alleanze tra istituzioni, produttori e consumatori». Vino e sostenibilità è un binomio vincente che è stato esaltato dall’intervento di Giacomo Giovinazzo, direttore del dipartimento agricoltura della Regione Calabria. «C’è bisogno di imbastire un percorso innovativo che esalti la qualità dell’accoglienza». Di vino come «risorsa per il territorio e punto di forza sul quale puntare» per l’area metropolitana ha parlato il consigliere delegato all’agricoltura, Giuseppe Giordano.  È stato poi l’assessore regionale all’agricoltura, Gianluca Gallo, a concludere il momento di confronto sui temi dello sviluppo vitivinicolo dell’area reggina. «La sfida – ha concluso – è quella di puntare su formazione, innovazione, cooperazione e promozione» per rilanciare la qualità e l’immagine della Calabria del vino in Italia e all’estero e capitalizzare la forza attrattiva che suscita verso gli operatori di settore, tra i wine lovers e i turisti.

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