È appena uscito “Vini Artigianali Italiani” il nuovo lavoro del collaudato trio Castagno Gravina Rizzari per i tipi di Paolo Bartolomeo Buongiorno. L’ultima fatica editoriale del gruppo di giornalisti, che da qualche anno firma insieme libri/guide come Vini da Scoprire e la Riscossa dei vini leggeri (Giunti), è un repertorio delle novità scovate nel corso dell’anno. La novità assoluta dell’opera è la scelta di “abbinare” ad ognuno dei 118 vini menzionati, un’opera d’arte o un particolare di essa che “costituisce un ambiente di lettura per i testi, ai quali è legata per analogie semantiche, cromatiche, materiche, compositive, metaforiche, storiche e concettuali“.

Il libro è dedicato ai vini artigianali e  l’ambito di azione dell’indagine è definito dallo stesso Gravina in una delle schede quando afferma che “nel vino, la concretezza di un approccio artigianale fondato sull’osservazione, che rinuncia ai protocolli e reinventa a ogni stagione le sue strategie di lavoro in vigna e in cantina, può approdare ad un oggettivo incremento della biodiversità e della qualità”.

Il libro colpisce anche per un aspetto, che potrebbe sembrare marginale ma che ne racconta la cifra estetica complessiva: la confezione. I materiali scelti, la cura artigianale della realizzazione, la grafica asciutta e diretta restituiscono un manufatto di grande pregio anche dal punto di vista materiale oltre che di contenuto, ca va sans dire.

Tra le 118 storie del volume ne scovano 4 in Calabria:

Cielo, Cantina Benvenuto – Francavilla Angitola (VV)
Cirò Rosato, Tenuta del Conte – Cirò Marina (KR)
Caraconessa, Fezzigna – Melissa (KR)
Gemme Cirò, Dell’Aquila, Cirò Marina (KR

 

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