Una verticale lunga 13 anni per Ceraudo

di Vincenzo Alvaro

Il racconto degli ultimi tredici anni di vita produttiva, sempre contraddistinti dalla volontà di rispettare la terra, la sua biodiversità e la valorizzazione dei vitigni autoctoni, è stata offerta dalla verticale di 4 etichette tra le più rappresentative dell’azienda Ceraudo. Aperta ad un pubblico di operatori di settore, giornalisti e sommelier l’azienda capitanata dall’istrionico Roberto, al quali nel tempo si sono affiancati i figli Susy e Giuseppe, ha permesso di assaporare la maturità produttiva di oggi e le evoluzioni dei vini figli di una passione vitivinicola sempre attenta alla ricerca della qualità e del miglioramento, anno dopo anno. Roberto Ceraudo, coadiuvato dal distributore Roberto Pellegrini e dalla figlia Susy, hanno così regalato al pubblico presente nell’azienda – immersa in quell’oasi di pace tra gli uliveti e le vigne di Strongoli – un viaggio tra sapori intensi ed emozioni di una storia fortemente legata al rispetto della natura e dei suoi tempi. Da sempre l’azienda sostiene e valorizza il lavoro tra i vigneti senza meccanizzazione, nel pieno rispetto della biodiversità, portando avanti una tecnica produttiva più legata alla mano dell’uomo che all’intervento massiccio dei mezzi di lavoro. Un rapporto di simbiosi con la vigna che si apprezza nei vini prodotti, espressione autentica del territorio e della sua identità. Quattro i vini proposti in una verticale di grande prestigio. Il Grisara Val Di Neto Igt da uve Pecorello (per le annate 2017, 2015, 2011, 2009 e 2007) ha saputo mantenersi energico e brillante nel tempo, mostrando la sua continuità ed evoluzione spinta; l’Imyr (in degustazione c’erano il 2016, 2015, 2014, 2013, 2011) è il vino storico dell’azienda con il quale Ceraudo ha saputo farsi riconoscere nel mercato dei degustatori, con la sua atipica concezione dello Chardonnay alla “calabrese” maniera. Poi il Gaglioppo con la sua declinazione in rosato nel Grayasusi etichetta argento (2017, 2015, 2014, 2011, 2010) che andando a ritroso nel tempo è rimasto carico nelle sue tonalità di colore e intenso e rotondo nel suo sapore ammaliante. Il Petraro, vino  più amato proprio dal produttore, (nelle annate 2013, 2010, 2008 e 2006), ha lasciato intatta la sua espressività vellutata e rotonda. Una serata – evento davvero unica con la sua quadrupla verticale di vini per raccontare con il bicchiere in mano la storia vitivinicola della famiglia Ceraudo. A chiudere in bellezza una cena d’autore con i piatti firmati da Caterina Ceraudo, legati anch’essi al territorio e sintesi perfetta di come passione, identità e talento possano mostrarsi in tutta la loro genuina freschezza